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Gruppo di lettura III incontro, il diario di Carlo

testataIIIIl gruppo di lettura della libreria Controvento mi sta regalando molto più di quanto postessi immaginare, parliamo di libri, certo, ci raccontiamo le nostre letture, e questo è ovvio, ma quello che davvero ogni volta mi colpisce è la disponibilità di tutti al racconto, diventiamo narratori.
Maria al secondo incontro raccontò a voce bassa, emozionandosi, ed emozionandoci, che le mancava la sua città, Napoli, le mancava il “coro”… e da quel suo racconto poi siamo arrivati a scegliere il libro “Il Mare non bagna Napoli” proposto da Salka.
Quando parliamo dei libri, ci raccontiamo i pensieri, poi le storie fioriscono e nelle parole di ognuno.
Ecco perchè ho proposto di tenere un diario degli incontri, per non perderli tutti questi racconti. Palmira sta scrivendo il diario del secondo incontro in cui abbiamo parlato di Nemico Amico Amante di Alice Munro,  Carlo invece ha già scritto il diario del terzo: Il mare non bagna Napoli.
Buona lettura!

Diario di un gruppo di lettura a Telese Terme
di Carlo

Secondo incontro, anzi no, è il terzo, se contiamo anche il primo, introduttivo.

Siamo pochi stasera. Iniziamo un po’più tardi rispetto al solito. Il cane non l’ho portato, ecane.hellen dei pochi convenuti nessuno ha portato qualcosa da mangiare o da bere. Abbiamo fatto tutti la stessa pensata, che siccome l’altra volta tutti hanno portato qualcosa e avanzò un macello di roba allora nessuno ha portato niente contando sul fatto che lo avrebbe fatto qualcun altro. Meglio cosi’, la mia disciplina alimentare ultimamente vacilla parecchio. Anche se la mia piccola, Martina, ci rimane male, aveva messo il pensiero sui tarallini. La mia grande, Sara, invece si è fiondata con la capa nei libri e non sente nulla e nessuno.

In sottofondo Beatles, sembra che Filomena non senta altro.
(nota della libraja: vero…quando non so cosa ascoltare ascolto solo i Beatles. Sto cercando della musica nuova ma non la sto trovando. Potreste farmi una playlist!)

Si inizia con alcune comunicazioni di servizio, tra le quali Filomena ci espone il suo intento di defilarsi progressivamente e poi scomparire, perché non vuole essere lei quella che ci ospita, ma dobbiamo essere noi a sentire la libreria come uno spazio nostro da fruire a prescindere dalla sua presenza. Ho detto bene Filomè? Ma non te la cavi mica così. Non sei mica solo la proprietaria della libreria, sei un’anfitriona, una simposiarca. E infatti gliela faccio la battuta, dico ma poi ti possiamo invitare qualche volta al gruppo di lettura? Non ride quasi nessuno, sono strani questi ragazzi.

Comunque, apriamo i lavori, il libro ci pare subito che è piaciuto a tutti, Palma timidamente accenna che sarebbe bello continuare il filone su Napoli, e io a denti stretti (ma a voce bassa), noooooo, lei mi sente e ci rimane un po’ male, ma sorride sempre Palma, e quindi via col libro: secondo lei è duro, emozionante, e intriga soprattutto la similitudine frequente con cose naturali. Questa cosa me l’ero persa leggendo e quindi chiedo chiarimenti, lei me li da ma nel frattempo mi scordo di scrivere l’esempio che mi ha fatto che pure mi piaceva, Palma quando leggi ce lo aggiungi per favore? O quello o un altro.

Poi riprende Giulia, che dice interessante soprattutto il periodo storico, ovvero primo dopoguerra fino agli anni 60, un periodo pieno di ideali poi sfumati e di intellettuali poi svaniti.

Franco non ha letto il libro e si scusa ma coraggiosamente partecipa e vorrebbe fare un parallelo con fine settecento (repubblica partenopea forse?) ma nessuno raccoglie siamo troppo presi dal libro.

Giulia prosegue, non è un libro solo su Napoli, cita una frase di Rea dal libro “mangiare molto fa venire sonno” è quello che è accaduto a noi. Io la gente come giulia la detesto invidiosamente, con poche parole esprimono un concetto in maniera limpida e inoppugnabile, perché a me servono sempre dieci minuti di chiacchiere?

Maria Antonietta viene fuori dal suo guscio e riprende da dove Giulia ha terminato: tristemente attuale. Parla della resa di un popolo, della mancanza di voglia di riscatto, parla di ignoranza e rassegnazione.

Sono d’accordo è un libro molto politico, intervengo e parlo della prefazione, in cui lei tiene a sottolineare che dopo questo libro ha dovuto lasciare Napoli per non TORNARCI PIU’. Mentre la leggevo a me è venuto in mente che quelli erano gli anni della napoli da cartolina, di totò, e poi dopo di De Crescenzo

Filomena giustamente cita anche De Filippo e si chiede come mai a lui non sia capitata la stessa sorte, ma lui, replico, non ha come oggetto la miseria, ma l’uomo, la miseria è un contorno e solo a volte.

Ecco interviene Gaetano, quest’uomo mi intimidisce, e sempre serissimo e soprattutto attentissimo, non gli sfugge nulla, allora quando parli ti senti investito da una responsabilità se ti scappa una sciocchezza ma la dici velocemente magari nessuno ci fa caso, ma lui stai sicuro che la noterà.

Allora secondo Gaetano la prefazione va tolta dal libro perché non gli rende onore in quanto lei quasi si scusa dicendo che in quel periodo era depressa.

Magari replico, le manca Napoli e basta, anche a me manca tantissimo, anche se sono fuggito quasi, non ne potevo più di vivere in quel modo, e mentre lo dico rifletto che è la mia prima esperienza di amore/odio. Sarà grave a 38 anni? Ma siccome a me servono mooolte parole per esprimere un concetto allora mi dilungo faccio esempi, e concludo è un libro molto netto, racconta solo una faccia della realtà ma non è la realtà. Forse è l’unico difetto del libro dico.

Filomena aggiunge la prefazione va conservata perché testimonia del fatto che la vita dell’autrice è cambiata a causa di questo libro.

Giulia riprende la parola, lei vede molto la guerra e i postumi, ma io ribatto che è presente solo nel racconto dei Granili, che è quello più impressionante certo, quindi dicevo la guerra, le devastazioni, le sue cattive eredità, Palma legge un passo dal racconto dei Granili, pag 75; tutti hanno avuto inizialmente l’impressione che parlasse dell’albergo dei poveri, che è un edificio oscenamente immenso e fatiscente, ma Filomena ci dice che in realtà i Granili sono stati abbattuti verso la metà degli anni sessanta.

Franco riprendendo l’intervento di Palma afferma che quello che c’è scritto si può estrapolare ed estendere a tutta Napoli anche e purtroppo a quella odierna, e non solo a Napoli, ma all’Italia come a noi è dato di vederla. Giulia cita l’episodio della ragazza che si è buttata dal balcone e quello che la porta a prendere un caffè e si ricorda che pochi anni fa ammazzarono uno a forcella e una telecamera riprese non solo le immagini dell’omicidio a sangue freddo ma si vedevano chiaramente delle persone, o meglio delle gambe che scavalcavano il corpo ancora caldo che giaceva in un lago di sangue sulla soglia della tabaccheria. La televisione ovviamente ci andò a nozze per giorni non fecero altro che dire guardate i napoletani di cosa sono capaci! Era fine 2010-inizio 2011, ricordo che si parlava di primavera araba, cioè erano gli anni tosti della lega nelle stanze del potere. Solo un anno dopo Striscia mostrò che quelli che scavalcavano il corpo per entrare nella tabaccheria non erano fumatori in crisi di astinenza ma agenti di polizia scientifica.

Ma ecco che è da un po’ la discussione si è accesa, a partire dall’intervento di Franco tutti ci sentiamo chiamati in causa, napoletani e non, è vero questo libro scritto 40 anni fa parla anche di noi, parla anche di Telese, di Roma, di Milano, e del nostro tempo. E a tutti noi monta la rabbia, ci diciamo che è vero, ci diamo ragione. Anche Maria Antonietta fa capolino, poi Gaetano rimette ordine leggendo un passo da pag 64, “oro a Forcella”.

Nel frattempo mi distraggo, penso, ma vuoi vedere che stiamo già diventando qualcosa in più di un gruppo di lettura? Del resto era inevitabile, già alzare il culo dal divano e staccarsi dalla televisione oggi è talmente fuori dell’ordinario da essere un gesto politico. Figuriamoci incontrarci con gente di cui non sappiamo nulla, e darci del tu e rispettarci solo perché abbiamo un comune amore per i libri.

Credo veramente che esista un potere oscuro, un leviatano immenso e nascosto, fatto di uomini cattivi, intelligenti e avidi che ci vuole diversi da cosi, che lavora tutti i giorni nell’ombra per renderci schiavi di automobili potenti e reality show, che a voce bassa, in salotti splendidamente arredati e con modi eleganti e raffinati decide che dobbiamo essere passivi, soli, meschini, e aridi. Molto in alto è stato deciso che l’economia di questo paese dovesse essere fatta di cemento e non di turismo, che le scuole fossero lasciate cadere a pezzi, che ci fosse un pusher ad ogni angolo di strada, che i libri diventassero un bene di consumo, da mettere in un “paniere”, o in un sondaggio. Che i lettori diventassero consumatori, che i cittadini diventassero elettori, che gli uomini diventassero servi…

E noi stasera stiamo facendo l’esatto opposto. Stiamo mandando all’aria con poco (ma è poco davvero?) un piano articolato lungo i decenni.

Ma ecco la smetto di distrarmi ho preso l’impegno di scrivere questo diario, e allora Gaetano sta dicendo ecco la frase che salverò da tutto il libro: “esiste nelle profonde terre del sud un ministero nascosto che protegge la natura dalla ragione”.

No, non ci sto, non sono d’accordo, e lo dico, ragazzi prima di condannare un intero popolo senza appello, prima di fare propria una frase del genere lasciando da parte tutto il resto studiamoci la storia di questa terra. Si, d’accordo, siamo cosi e coli, ma ci siamo diventati, non è che ci è piaciuto. Ci hanno messo in disparte, ci hanno stracciato, venduto e comprato per secoli. E siamo stati anche sfortunati: quando Atene era il centro del mondo noi eravamo grandi ma più piccoli di lei, e quindi periferia, colonia.

Quando Roma era il centro del mondo lo stesso. Con Bisanzio lo stesso e la lista è interminabile, va avanti per secoli, l’unico che ha provato a cambiare è stato Federico II. Fino ad oggi, fino al risorgimento, (che noi abbiamo iniziato, anche quello ci hanno rubato Garibaldi e Cavour), fino alla resistenza, quando Napoli insorge e Roma no, non ce lo dimentichiamo, bastava che la linea gotica fosse a sud di Salerno, sarebbe stata un’occasione. Insomma sono lanciatissimo, e arrabbiato, ma non con i miei compagni del gruppo di lettura, sono arrabbiato e basta, sono arrabbiato per qualcosa e non con qualcuno. Che io mi ricordi sono sempre stato arrabbiato per qualcosa, i libri fanno anche questo, ti fanno arrabbiare e disilludere, poi ti ridanno speranza e ricominci da capo. Ora sono arrabbiato per essere dovuto andare via dalla mia città e per sentirmi emigrante a 40 chilometri da Napoli, sono arrabbiato ogni volta che giro per le strade della Campania e vedo oliveti abbandonati, cumuli di immondizia, capannoni, musei della civiltà contadina, e sempre più strade e macchine e sulle strade sempre più buche e nella vita sempre più cose, cose, cose, e le persone sempre più sole, e gli altri annuiscono, mi danno ragione, la discussione lievita, va più in alto. Oro a forcella, la figura della guardia che sa dell’imbroglio e dice ad alta voce io non dico nulla, e oggi è lo stesso, rapido excursus sui vigili urbani a Telese, una vergogna, tutti d’accordo, lo status e il piccolo potere di chi non fa il proprio dovere certo dell’impunità. E non c’è nulla da fare, dico, una situazione del genere si risolve solo con un bagno di sangue, azzerare tutto. Altrimenti sopportare, resistere, e ogni giorno arrendersi un po’ di più. Un milanese è migliore di me perché nella sua storia recente c’ha il risorgimento e la resistenza e noi no. Ecco ho parlato troppo finalmente sto zitto, mi prende come al solito la paura di aver varcato il confine non tanto labile tra il carisma e l’egocentrismo. Però forse no, tutti mi chiedono se le ho scritte queste cose e io li rassicuro più di una volta, c’ho tutto in testa, sui miei appunti solo una parola: STORIA!. Stampatello e col punto esclamativo.

La discussione è finita, si è fatto tardi le mie bimbe cascano dal sonno, anzi la mia piccola si è già addormentata. Passiamo alle proposte. Data la gran quantità di assenti Filomena propone di non condannarli in contumacia, ma di mettere le proposte in rete assieme a questo diario, e poi votere. Tutti d’accordo.

Una ridda di proposte, che scremate sono:

Giulia Jack London: Martin Eden. Bello, piuttosto incazzato, lo rileggo volentieri. Viene considerato il capolavoro autobiografico di quest’autore che fino a 5 anni fa conoscevo solo per “Zanna bianca” e “Il richiamo della foresta”.

 Gaetano Mafuz: “Vicolo del mortaio”. Quest’autore è l’unico premio nobel arabo, e il libro parla del Cairo, o ambientato al Cairo, non ho capito. Sarebbe bello dice Gaetano fare un paragone con quello che abbiamo appena letto.

Mi intriga, ma io propongo,
Carlo Wu Ming: “54”. Romanzo incasinato bello, storico e arrabiato e ironico. Anzi faccio il proponimento pubblico da oggi in poi di proporre solo libri storici.

Maria Antonietta Kapuscinsky: “Ebano”. Bellissimo, è una raccolta di reportage sull’africa dal dopoguerra ai giorni nostri, c’è la decolonizzazione e il Ruanda, la Namibia e l’Etiopia. L’avrò letto 4 volte ma lo rileggo volentieri.

Filomena Fruttero e Lucentini: “La donna della domenica”. Si tratta di un giallo, lei ha bisogno di leggere qualcosa di leggero, ma non futile.

Alessandro anche se assente via sms propone “Norwegian wood” di Murakami.

Salka propone via chat di facebook: Irène Némirovsky Jezabel

Maria propone Storia del piede e altre fantasie di J.M.G. Le Clézio

Proposta di Marcos y Marcos, uno degli editori residenti della libreria Controvento: Federico ci racconta brevemente la storia della casa editrice e propone dei titoli per il nostro gruppo:
La schiuma dei Giorni di Boris Vian
Second Hand di Michael Zadoorian

E questo è quanto ragazzi. Votate!
La scelta è tra quelli che ho riportato io qui a cui vanno aggiunti quelli che saranno proposti dagli editori indipendenti in questo video.

Non è stato facile scrivere questo diario, è la prima volta in vita mia che scrivo un diario, e farlo sapendo che tutti lo leggeranno complica le cose. Non volevo che fosse una cronaca semplice e spoglia, ma rileggendolo mi rendo conto che è straordinariamente egocentrico e personalistico. Siate indulgenti non lo sono forse tutti i diari?

Ciao a tutti.
(grazie mille Carlo!)

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Mercoledì 2 aprile incontro e CENA con l’autore IN LIBRERIA

cavina.piccolLa libraja di Controvento è felicissima di ospitare per la prima volta in libreria uno dei suoi scrittori preferiti:  Cristiano Cavina.
Un paio dei suoi libri, Ultima Stagione da Esordienti e Inutile Tentare Imprigionare i Sogni pubblicati dall’editore Marcos y Marcos sono stati scelti dalle classi IT2 e IIT2 dell’Istituto Telesi@ per un progetto di lettura curato dalla prof.ssa Annacinzia Lettieri.

L’incontro con l’autore sarà curato
dalla libraja e dagli studenti,
e a seguire:
pizza con l’autore in libreria!

Ultima Stagione da Esordienti e Inutile Tentare Imprigionare i Sogni due dei sei libri di Cristiano Cavina tutti pubblicati dall’editore Marcos y Marcos sono stati scelti dai ragazzi per un progetto di lettura curato dalla prof.ssa Annacinzia Lettieri.
Martedì 25 marzo i ragazzi del Telesi@ sono stati accolti in libreria dalla libraja Filomena Grimaldi che ha spiegato loro come ci si prepara per un incontro con l’autore: oltre a leggere tutti i libri, si studia la rassegna stampa, cartacea, online e video, si preparano i comunicati per le varie testate, si sceglie un tag per i social network, (gli studenti hanno scelto #CavinaTelesia), si prepara una scaletta di domande anche se bisogna essere sempre pronti a stravolgerla in base alle risposte dell’autore, si ragiona sui libri dell’autore come parte di un progetto editoriale più ampio: che filo lega tra loro i libri pubblicati da Marcos y Marcos? Che studio e che lavoro è stato fatto sulle copertine? E, cosa più importante, durante un’intervista con l’autore bisogna sempre tenere presente che il pubblico che ascolta non ha ancora letto i libri, bisogna raccontare senza svelare troppo cercando di stimolare la curiosità.
L’editore Marcos y Marcos ha messo poi a disposizione degli studenti tutta la rassegna stampa e Claudia Tarolo editore ed editor dei libri di Cavina ha risposto via mail alle domande dei ragazzi.
Cavina è un autore sempre in viaggio, racconta i suoi libri nelle scuole e nelle librerie d’Italia, dopo la tappa telesina sarà a Vasto, Foggia e Taranto. Qui tutti gli appuntamenti degli autori di Marcos y Marcos.
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L’editore racconta Cristiano Cavina:
Nasce a Casola Valsenio nel maggio del 1974; cresce in viale Neri, nelle case popolari, con le cantine piene di uccelli da richiamo e un albero magnifico che fa ombra in cortile. Ci vive ancora adesso: Made in Casola è il suo marchio di fabbrica, la firma in calce a tutte le sue mail.
Scopre la magia della narrazione al bar, ascoltando i racconti dei vecchi; quando poi comincia a leggere libri, la sua strada è tracciata. Lui di sé dice di sentirsi un bravissimo lettore; che è un grande narratore possiamo dirlo noi, i suoi lettori sempre più numerosi, i librai che lo seguono da sempre, i critici più severi.
continua a leggere

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Gruppo di Lettura III incontro 25 marzo ore 20.30

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La data per il prossimo incontro del Gruppo di Lettura è
MARTEDÌ 25 MARZO ore 20.30
parleremo del libro che stiamo leggendo: Il mare non bagna Napoli di Anna Maria Ortese ed. Adelphi.

Ho abitato a lungo in una città veramente eccezionale…Qui tutte le cose, il bene e il male, la salute e lo spasimo,la felicità più cantante e il dolore più lacerato…tutte queste voci erano così saldamente strette, confuse, amalgamate tra loro, che il forestiero che giungeva in questa città ne aveva una impressione stranissima, come di un’orchestra i cui strumenti, composti di anime umane,non obbedissero più alla bacchetta intelligente del Maestro ma si esprimessero ciascuno per proprio conto suscitando effetti di meravigliosa confusione”

Bonus Track:
Teatro Il Mare non bagna Napoli, spettacolo del Ridotto del Teatro Stabile di Napoli
Letteratura: Occhi felici, un racconto di Ingeborg Bachmann contenuto nella raccolta: Tre sentieri per il lago ed. Adelphi

Il Gruppo di Lettura è aperto a tutti, non occorre prenotare, si può partecipare anche senza aver letto il libro, senza averlo finito…
Sceglieremo insieme poi il libro da leggere per il prossimo incontro.

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Gruppo di lettura: II incontro e anticipazioni

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Cari lettori del gruppo di lettura martedì 18  eravamo una ventina, abbiamo parlato a lungo di Nemico Amico Amante, il libro di alice Munro scelto per il secondo mare-non-bagna-napoliincontro. A breve scriverò un post con il racconto della serata, ma intanto vi anticipo che il libro scelto per il TERZO INCONTRO è “Il mare non bagna Napoli” capolavoro di Anna Maria Ortese ed. Adelphi Edizioni, e la strada che ci ha portato fino a questo a libro merita di essere raccontata: il bello di incontrarsi sta non solo nel parlare delle storie narrate nei libri, ma anche nel condividere le nostre… buona lettura!
(per l’inizio della prossima settimana è previsto l’arrivo del libro)

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18 febbraio ore 20,30 Gruppo di Lettura

9788806174682Il prossimo incontro per il Gruppo di Lettura è
martedì 18 febbraio alle 20.30.
Parleremo di Nemico Amico Amante di Alice Munro edito da Einaudi.
Si può partecipare anche senza aver letto il libro, il Gruppo di Lettura è aperto a tutti, l’atmosfera é informale, graditi vinelli, taralli, cibarie e dolcetti per festeggiare anche il II incontro 🙂
Proposte per il terzo incontro: il martedì 18, dopo aver scambiato pensieri , opinioni e critiche… sul libro di Alice Munro, dovremo scegliere il libro da leggere per l’incontro successivo, vi chiedo di portare con voi un libro, il vostro preferito o quello che avreste sempre desiderato leggere e di raccontarci il perché . edit.mist

Anche la libreria farà la sua proposta, non sarò io ma uno degli editori residenti in libreria…con un video! Venite a scoprire chi sarà e quale libro del suo catalogo vorrà proporvi!

Come funziona il gruppo di lettura di Controvento: leggi il racconto del primo incontro, dove troverai anche gli altri libri proposti .

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Gruppo di Lettura, primo incontro, abbiamo scelto…

20140109_190149.homePrimo incontro giovedì 16 gennaio ore 20
Ieri sera c’è stato il primo incontro del gruppo di lettura di Controvento, eravamo credo una ventina. Abbiamo iniziato raccontandoci i nostri gusti e il nostro libro preferito. Il tutto mangiando pizza taralli e birra :-)
I titoli che ricordo: Furore, di John Steinbeck, La Storia, di Elsa Morante, i libri di Joseph Roth, e altri che ora mi sono persa, al prossimo incontro prenderò appunti! Una delle cose belle dei gruppi di lettura è proprio questa: scoprire altri libri e farseli raccontare da chi li ha amati…

Ho proposto raccontato 6 libri.
4 di questi sono alcune delle letture più belle e interessanti che ho fatto nell’ultimo anno, gli altri 2 invece li ho letti anni fa ma continuo a sfogliarli e a rileggere qualche riga ogni tanto perché non voglio mai staccarmene del tutto
Questi 6 libri  saranno sempre presenti nel catalogo di Controvento.

Giorgio Vasta, Il tempo materiale ed. Minimum Fax

Helen Humphreys, La verità, soltanto la verità, ed. Playground


Alice Munro, Nemico, amico, amante… ed. Einaudi 
Premio Nobel per la letteratura 2013


John E. Williams, Stoner ed. Fazi


Edmund de Waal, Un’ eredità di avorio e ambra ed. Bollati Boringhieri


Murakami Haruki, Norwegian Wood ed. Einaudi

Dopo una lunga discussione, dopo aver dibattuto ogni libro, i lettori di Controvento hanno scelto di leggere: Nemico amico amante, del Premio Nobel 2013 per la letteratura Alice Munro.

link utili:
lo speciale di Einaudi su Alice Munro
intervista di Repubblica ad  Alice Munro
Paolo Cognetti racconta Alice Munro
Alice Munro vince il Premio Nobel

Il prossimo incontro non è ancora stato fissato, se volete essere inseriti nella mailinglist del Gruppo di Lettura e ricevere tutte le novità basta mandare una mail a posta@libreriacontrovento.it

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Gruppo di lettura Primo Incontro 16 gen ore 20,00

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Giovedì 16 gennaio alle 20 primo incontro del Gruppo di Lettura della libreria Controvento!
L’atmosfera sarà informale, graditi vinelli, taralli, cibarie e dolcetti per festeggiare il primo incontro 🙂
Come funziona: al primo incontro la libraja proporrà 5 libri-di generi diversi-, i lettori sceglieranno uno tra questi 5 o magari un sesto titolo…staremo a vedere… e ci si darà appuntamento per la volta successiva (sceglieremo insieme il giorno).

Al secondo incontro si parlerà liberamente del libro, se ci è piaciuto, se non ci è piaciuto, se abbiamo deciso di non finirlo, se abbiamo avuto voglia di rileggerlo…ognuno se vorrà, dirà la sua.
Si sceglierà poi il libro successivo da leggere. La libraja avrà sempre proposte per i partecipanti al gruppo ma tutti possono proporre un titolo.

Chi può partecipare? Tutti! non è necessario iscriversi!

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Inauguriamo il 7 dicembre!

Finalmente, dopo un lavoro di 3 mesi partito 13 anni fa…
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Vi ho raccontato perché ho scelto il nome Controvento,  della libreria partecipata,   e di come ho iniziato a fare questo lavoro.
Nei giorni dell’allestimento ho tenuto le vetrine aperte, siete entrati a dare un’occhiata, c’è chi addirittura ha seguito Controvento passo dopo passo :

il locale vuoto,
interno libreria
zona lettura, immaginata...

zona lettura, immaginata…

i muri ridipinti,

Sembra azzurro ma non è... E' color Controvento!
Sembra azzurro ma non è…
E’ color Controvento!
lavori in corso
lavori in corso

le lampade parlanti…
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l’arrivo dei primi scatoloni
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il pianoforte!
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 la Festa di PREapertura per i lettori,
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i pensieri sui muri
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l’arrivo della mascotte della libreria
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l’insegna di legno fatta a mano con le lettere al vento…
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e una della due lavagne all’ingresso
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Insomma ci siamo, vi aspetto
sabato 7 dicembre
dalle 9 alle 13 e il pomeriggio dalle 16…
poi dalle 19 si fa festa!

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Chi sono i lettori della Libreria Controvento

Collage Festa.2Sabato 23 novembre c’è stata la Festa di PREapertura della libreria.  Avevo voglia di incontrare i lettori prima dell’arrivo dei libri, prima dell’arrivo del grande caos…l’inaugurazione, il Natale!
Tornare a vivere in paese, in una piccola provincia come Benevento da molti è stata considerata una follia, dopo aver trascorso gli ultimi due anni a Milano, ma questa è casa mia, e io so bene che “a volte nei posti piccoli, la vita diventa più grande“… come dice Jón Kalman Stefánsson in Luce d’estate, ed è subito notte (ed Iperborea).
La vita, nei posti piccoli basta andare a cercarla, e io così ho fatto, la Festa di PREapertura aveva proprio questo scopo, e i risultati sono andati oltre ogni mia aspettativa.
Sono arrivate tante persone, di tutte le età, persone che non Collage pensiericonoscevo, persone venute apposta per incontrarmi e farsi raccontare la libreria, amici che non vedevo da tanto venuti anche loro apposta per abbracciarmi e per raccontarmi cosa sperano di trovare da Controvento.  Sul muro ancora vuoto di scaffali e di libri ho appeso una grande striscione bianco che in breve tempo si è riempito di scritte, pensieri, auguri, disegni, e civette! Un’amica che non vedevo da quando ero bambina mi ha regalato una civetta di stoffa a cui ora civettabisogna assulutamente trovare un nome, su facebook c’è chi ha proposto di chiamarla Sventola…
A tutte le persone venute a trovarmi ho chiesto di compilare una scheda per capire un po’ chi sarannoi miei lettori, credevo che molte sarebbero rimaste in bianco, e invece no, ho qui ora accanto a me un bella piletta di schede compilate fitte fitte.  Le sto ancora studiando ma quello che è venuto fuori è meraviglioso: chi costruisce aquiloni, chi si occupa di clownterapia, di cittadinanza attiva, chi cammina sui monti per scoprire il territorio, quasi tutti disegnano, molti sono appassionati di fotografia, una buona parte si occupa di riciclo dei materiali e realizza cose,WP_000156.2 oggetti d’arte, di uso quotidiano, chi fa teatro, chi fa volontariato in una piccola biblioteca di paese, chi legge solo autori asiatici, chi si occupa di permacultura, di musicoterapia, ragazzi giovanissimi che organizzano La Notte delle Lanterne Volanti senz’altra ragione che non sia la bellezza…
Per la sezione Cosa vorresti trovare nella tua libreria ideale, dovrò scrivere un altro post perchè davvero, è venuto fuori di tutto, ci sono lettori che hanno scritto un tema… generi letterari particolari, eventi, incontri con autori, mostre musica e tante altre cose che poi racconterò, parole che dovrò studiare e approfondire con chi me le ha scritte per realizzare davvero una libreria condivisa con i lettori.
Per chi non c’era, per chi volesse ancora raccontarmi la sua libreria ideale c’è sempre l’indirizzo di posta elettronica posta@libreriacontrovento.it

oggi è arrivato il primo carico di libri… manca poco all’apertura!

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Storie sui muri di Controvento

muroTra le foto che ho scattato negli anni, i soggetti più frequenti non sono visi e paesaggi, ma cose, e tra le cose, soprattutto scritte. Scritte sui muri, sull’asfalto, sulle pagine,  scritte, scritte ovunque! Il pensiero che non solo il senso ma il segno, il segno grafico, possa avere un ché di narrativo, oltre che estetico, mi ha sempre affascinata.
La gente scrive, disegna sui muri di nascosto, per protesta, come sulla statua di Pasquino a Roma, per amore, per dolore, per lasciare una traccia di sé e a volte vengono fuori dei capolavori, pensate a Banksy o meglio ancora, per restare in Italia, pensate alle mura di Orgosolo in Sardegna…

E allora, ho pensato: perché non lasciamo una traccia anche sui muri della libreria prima che verranno coperti dagli scaffali e dai libri?

L’unica occasione che avremo per lasciare un pensiero, un disegno, una scritta sulle mura di Controvento sarà sabato 23 novembre alla Festa di PREapertura!

Venite con un pensiero, un’idea, un sogno da raccontare, scrivete sui muri, lasciate una storia sui muri di Controvento! E non è detto che le vostre storie restino nascoste….

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